L’ecotrail di Pasqua

Divertimento,la cosa più importante,senza quello viene a mancare la componente principale per cui corriamo e per noi il trail running è quello,conosci il punto dove parti e dove devi arrivare…nel mezzo non sai cosa la natura ti abbia riservato.

Due gare bellissime quanto durissime per la presenza in lunghissimi tratti di fango,soprattutto nella prima gara.

Tre cadute,muscoli costretti ad un super lavoro per mantenere un equilibrio precario e per cercare di correre con scarpe rese pesanti dal fango che s’incollava alla suole ed in alcuni tratti i piedi affondavano in quelle crete fino alla caviglia,si perchè non c’era altro modo per passare se non quello di entrarci dentro,ma è stato bello così,chi svolge questa disciplina sà che ci si deve adattare alla natura e non viceversa,accettare quello che si trova nei percorsi senza lamentarsi di questo o quello,pensare al fatto che si corre in posti dove la natura la fà giustamente da padrone,questo in sintesi è lo “spirito trail”.

Non sapevamo in che modo avremmo corso la seconda gara due giorni dopo,eravamo stremati,ma non ci siamo persi d’animo ed abbiamo affrontato la seconda gara felici di poterlo fare e di metterci alla prova,eravamo tra i pochi podisti non Toscani presenti ed almeno per onore della maglia che portiamo sentivamo il dovere di finirla in ogni caso,d’altronde siamo arrivati all’appuntamento preparati.

La seconda tappa prevedeva 19km e 450 mt. di dislivello,una prima mezz’ora con gambe di legno,poi tutto fila liscio,la stanchezza sembrava svanita e sotto un bel sole terminiamo anche questa seconda fatica scacciando i fantasmi della vigilia e contenti ed onorati di esserci riusciti bene,io addirittura ho recuperato posizioni in classifica generale terminando ottavo di categoria e 18^ assoluto,ma al di là della classifica finale le emozioni e le sensazioni di questa prova,anzi doppia prova rimarranno sempre in noi.